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Bambino a 9 anni scopre il teorema della somma dei numeri naturali.

Il suo nome è Carl Friedrich Gauss e probabilmente vi ricorderete di lui, magari per caso, nei prossimi mesi o nei prossimi anni.
O magari mai.

ll piccolo Gauss – Gaussino (da non confondere con la Gaussiana, la famosa bambola gonfiabile della statistica) – ha 9 anni e frequenta una scuola elementare della Bassa Sassonia (Germania).

Il suo insegnante di matematica è stato identificato e si chiama J.G. Büttner.

Probabilmente quel giorno il prof. Büttner era scoglionato di suo e gli alunni, compreso Gaussino, stavano facendo particolarmente casino.

Da professore navigato ha pensato di tenerli impegnati chiedendo loro di fare la somma di tutti i numeri naturali da 1 a 100. Con fare deciso ha ordinato di sedersi e di iniziare subito il compito ma, pochi secondi dopo,nell’aula rieccheggiò un urlo. Era Gauss.

La somma fa 5050.”

Minchia, la risposta esatta.

Il piccolo Gauss aveva scoperto che – a coppie – partendo dall’1 al 100, la somma dà sempre 101.

99+2 = 101; 98+3 = 101; 97 + 4 = 101, e così via fino 50 + 51 = 101.

Cioè 50 volte la somma 101, 5050

ALL’IMPROVVISO IL GENIO.

All’età di 9 anni Carl Friedrich ha dimostrato un problema che in molti conoscono come la formula di Gauss n(n+1)/2 che calcola la somma di tutti i numeri naturali (utilizzata anche in meccanica quantistica).

Carl Friedrich Gauss oltre che per quell’importante giorno del 1786 è ricordato anche per:

  • il sistema CGS (proposto da lui),
  • il Gauss(unità di misura dell’induzione magnetica),
  • il teorema di Gauss (teoria di campo-elettrostatico),
  • la curva Gaussiana,
  • la proiezione di Gauss (cartografia) e centinaia di altri contributi incredibili nelle scienze.

A nove anni, in una normalissima aula di scuola, nasceva probabilmente uno dei più grandi matematici dell’era moderna.

Magari anche oggi in qualche aula elementare potrebbe essere seduto un genio o semplicemente un alunno che sa usare la calcolatrice del cellulare. No dai, si scherza.

Ma la domanda sul professor Büttner rimane.

Chissà cosa fece dopo.

Probabilmente non vide l’ora di andarsene in pensione maledicendo quelgiorno di ordinario scoglionamento.

Una cosa è certa: si innamorò all’istante dei Numeri Complessi.