Un po’ di idee per colazione diverse dal solito

Lo chiamano il pasto più importante della giornata e molto spesso è il più bistrattato.

La facciamo di corsa, magari bevendo solo un caffè di corsa.

E poi a metà mattina ci ritroviamo a voler mangiare anche la scrivania.

Prendersi un po’ di tempo al mattino, ascoltare un po’ di musica, magari alzandosi anche solo una mezz’ora prima.

Magari abbandonando il solo cappuccino bevuto di corsa, magari freddo perchè si stavano facendo altre cose.

Prendersi del tempo, contro l’idea che bisogna fare tutto di corsa.

Prima di andare a dormire prepararsi qualche buon pancake e la mattina gustarselo con miele e noci può rendere la giornata decisamente migliore.

Se si vuole qualcosa di più rapido e fresco un po’ di latte con un po’ di frutta fresca.

Con la frutta le idee sicuramente sono moltissime e varie.

Anche una buona spremuta leggendo le notizie su un giornale cartaceo e non sempre dal solito smartphone, voi lo fate mai in settimana?

Una crepe con un po’ di frutta…che ve ne pare come idea per iniziare la giornata?

Mirtilli e una buona tazza di caffè latte bollente in questo maggio così gelido?

O siete amanti della colazione salata all’inglese?

Fagioli un po’ troppo o vi piace farla così?

Bacon e salsiccia? Pronti anche a questo?

Una buona lettura per iniziare rilassati diciamo che aiuta in ogni caso, anche iniziando magari con un po’ troppe calorie 🙂

Una gallery di immagini con il drone da togliere il fiato

Sempre più spesso nella fotografia negli ultimi anni viene utilizzato il drone.

Le immagini aeree fino a qualche anno fa erano impossibili da realizzare senza budget altissimi.

Oggi grazie all’avvento dei droni sempre più persone possono avvicinarsi a questo tipo di foto.

Voi che ne pensate? Vi piacciono? Le trovate un po’ banali e ripetitive?

Le vedute aeree delle città e delle strade, i panorami mozzafiato, senza dubbio comunque questo tipo di tecnologia permette di avere un punto di vista insolito e diverso.

Linee e geometrie sono gli accorgimenti tecnici che più ci piacciono.

Ci piacciono anche un sacco i selfie ad alta quota.

Le porte dei bagni più divertenti del mondo.

In ogni lavoro è possibile mettere genialità a palate.

Sicuramente mettere un’insegna sulla porta del bagno non è annoverato tra i lavori più creativi del mondo ma questi esempi ci dimostrano decisamente il contrario.

Differenziare le porte del bagno degli uomini da quello delle donne in modo geniale: eccovi la gallery!

Iniziamo da un grande classico.

Qui il bagno è pensato per dei super eroi e super eroine, speriamo che non facciano troppi effetti speciali, ecco.

Questa è decisamente criptica, ai posteri l’ardua sentenza.

Un omaggio ai Simpsons

Questo invece in stile pizza

Qui un omaggio al cinema, certo sempre meglio del bagno di Trainspotting.

Con questo si inizia a fare i veri creativi, non solo architettura ma allusioni a go go.

Poteva forse mancare Walt Disney?

O un avvistamento alieno?

Questo è assolutamente straordinario! Speriamo siano nuove, ecco.

Perchè al bagno tutti si sentono un RE soprattutto per il trono!

Perchè i coccodrilli?

Questo è decisamente complesso da decifrare: livello nerd elevato. Speriamo che non scappi troppo se no si rischia di imboccare la porta sbagliata.

Made in China MAO MAO

Poesia vera, forse questo è il nostro preferito assoluto.

Classicone da nozze

Per sciatori provetti, preferite discesa libera o slalom speciale?

Qui non manca la vena artistica e scultorea, per veri intenditori.

Le olimpiadi del WC: siete pronti alla medaglia d’oro?

Solo per colti, anche qui il rischio di imboccare la porta sbagliata è molto elevato!

Semplice ed essenziale, uno dei più belli mai visti in giro.

A Giugliacci piace questo elemento. Per il weekend come al solito è prevista pioggia e brutto tempo.

EPICO, essenziale, top, unico. Semplicemente da oscar. Ma soprattutto si è mai capito perchè le donne amino andare in bagno in 2?

Minimal ed efficace: le scarpe non sono utilizzabili.

Amanti di Pac Man di tutto il mondo univeti, si prega però di non mangiare pastigliette in bagno.

La sigla di Game of Thrones fatta con gli Oreo

Ogni giorno siamo bombardati da migliaia e migliaia di messaggi pubblicitari.

Spesso brutti, inutili e altamente noiosi.

Non tante volte capita di vedere un capolavoro.

Dobbiamo ammettere però che la sigla di Game of Thrones fatta con gli Oreo entra di diritto nell’olimpo delle pubblicità assolutamente geniali.

E ora godetevi lo spettacolo.

Notre-Dame, c’est moi

di Giulia Pescara

Le cattedrali hanno rappresentato, per secoli, la concretizzazione in pietra, vetro, legno, metallo e sudore, del più grande slancio che appartiene all’animo dell’uomo.

Come cipressi, ogni guglia, ogni torre, ogni pietra, ha incarnato quell’interrogarsi sul proprio senso, sul proprio scopo, su tutto quanto ci circonda, che sono così propri dell’umanità.

Quel bisogno vitale di prendere le ombre, gli abomini che il nostro animo nasconde, i suoi tormenti, le contraddizioni, la luce, la maestosità, ciò che ci fa sentire granelli di universo, e plasmarlo, raccontarlo attraverso la materia, osservarlo da lontano, mostrarlo agli altri.

Un’ossessione che è diventata bellezza, che è diventata cultura, che è diventata per alcuni fede, per altri speranza, per altri identità, per altri meraviglia. Un’ossessione che rappresenta le menti, le mani, i sogni di quanti ci hanno preceduti. La nostra storia.

E forse è per questo che oggi ci sentiamo tutti così feriti, colpiti nella carne viva della nostra umanità.

Perché la facilità con cui scompare – per un tizzone, una svista, un errore non controllato – uno dei simboli del nostro dna, un simbolo che ha resistito a uomini, guerre, follie, catastrofi, è il buio della nostra comprensione.

Lo sgretolamento della nostra umanità sembra impensabile.

Non possiamo concepirlo.

L’essere umano ha questo spettacolare meccanismo di difesa mentale che lo protegge dalla terrificante prospettiva della morte. Quante volte pensiamo, ogni giorno, che la nostra esistenza avrà una fine? Una? Due? Dieci? Nessuna?

Se dovessimo mantenere vivo questo pensiero, senza filtri, probabilmente impazziremmo.

Rimarremmo bloccati, in preda al terrore.

Io penso alla morte molto spesso – da non credente, senza la speranza di una nuova esistenza o di una rinascita – eppure a volte mi sorprendo a essermi dimenticata di dover morire.

Così, per la nostra cultura, per la nostra civiltà.

Coltiviamo un desiderio di eternità in ogni pagina, ogni marmo, ogni quadro, ogni gesto della nostra specie. Oggi, persino, ognuno di noi lo affida al digitale.

E invece non è così, e tutto può sgretolarsi, anche la storia millenaria, anche la nostra pelle, anche tutto quello che può sopravviverci, anche tutto ciò che credevamo intoccabile, incrollabile.

La nostra memoria.

Le nostre certezze.

Siamo noi, a esserci sgretolati nella cenere. Sono i nostri cari, i nostri figli, le nostre idee, le nostre scoperte del funzionamento del mondo, i nostri avi, le nostre case, la filosofia, l’arte, quanto amiamo e odiamo, quanto ci fa sentire vivi.

E davanti alla cenere ci chiediamo: “Sarà stato invano?”.

Mai.

Perché è questo, il tratto davvero straordinario dell’umanità.

Domani mattina, quando le fiamme saranno spente, qualcuno ricomincerà a mettere una pietra sull’altra. A creare bellezza.

A modellare il proprio desiderio nella pietra, nel vetro, nei modi in cui la luce colpisce le cose.

Perché, nel tempo che c’è, negli anni che abbiamo, nei millenni che restano al nostro pianeta, alla nostra civiltà, la speranza di andare oltre la fine ci fa compiere imprese impensabili.

Con il lutto nel cuore, la carne viva esposta al fuoco, siamo capaci di continuare a guardare il cielo e immaginare la meraviglia.

Immaginare ciò che è straordinario.

Tecnica, ironia e amore per la danza: all’improvviso la ballerina che non ti aspetti

È italiana e nata a Gubbio il primo feat social di All’improvviso il Genio.

Si chiama Alessandra Tognoloni ed è una ballerina professionista del  Les Ballets de Monte-Carlo diretto da Jean-Christophe Maillot.

Ha iniziato a studiare danza nel 1992 affinando la sua tecnica tra il Municipal Florence Ballet School, la Scuola del Teatro dell’Opera di Roma e la John Cranko Schule di Stuttgar dove si è diplomata.
Ha poi frequentato dei seminari alla Broadway Dance Center in New York, all’English National Ballet di Londra e al National Ballet of Canada.

Awards and distinctions

1998  First prize at the Prague Dance Festival.
1999  Second prize at the International Dance Week of Perugia (Italy).
2002  First Prize at the Polyakov Competition in Florence.
2012  Premio Apuli Arte (best italian artst abroad).

It’s time to dance feat Alessandra Tognoloni

All’improvviso lo scatto perfetto: casualità o studio?

In un mondo sempre più fanatico di Instagram e di “fotografia” vediamo spesso foto ricercatissime, super photoshoppate che poco trasmettono all’utente che le sta guardando.

Alcune foto invece ci colpiscono subito per la loro genialità e per la loro apparente “casualità”.

A volte diciamo che il caso aiuta. E in quel caso si tratta di fortuna e di intuizione.

Altre volte invece l’abilità di ricreare uno scatto che sembra casuale è frutto di ore e ore di studio e prove.

Le foto sportive sicuramente richiedono studio e conoscenza della macchina per creare scatti emozionanti.

Le foto di salti ci sono sempre piaciute un sacco e a voi?

Realtà o photoshop?

Fake or real? A volte è molto difficile capirlo.

Questa ci piace moltissimo.

E incredibile che i fotografi passino anni o addirittura una vita intera, cercando di catturare dei momenti che messi insieme non equivalgono nemmeno a un paio di ore. (James Lalropui Keivom)

All’improvviso lo spettacolo della via lattea.

In questi mesi si parla sempre più spesso di inquinamento e di attenzione all’ambiente.

Movimenti a livella globale stanno puntando il dito insistentemente sulla sostenibilità ambientale dell’economia contemporanea.

Sempre troppo poco viene affrontato il tema dell’inquinamento luminoso che in modo reale influisce sulle nostre vita e sulla nostra salute. Ad esempio può portare a depressione, tumori, diabete, obesità, depressione del sistema immunitario.

Abbiamo deciso di mostrare una gallery di foto che ritraggono lo spettacolo della via lattea quando ci si allontana dai grandi centri urbani.

L’inquinamento luminoso è un’alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell’ambiente notturno. Questa alterazione provoca danni di diversa natura: ambientali, scientifici, culturali ed economici. La definizione legislativa più utilizzata (vedi sotto) lo qualifica come “ogni irradiazione di luce diretta al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, ed in particolare verso la volta celeste”. Ogni anno si celebra una giornata di riflessione su questo problema mondiale, la prima delle quali si è celebrata il 28 febbraio 1991. (Wiki)

Per capire la portata dell’inquinamento luminoso basta pensare che 8 italiani su 10 non possono vedere il cielo stellato incontaminato.

Un giorno ci è capitato di incontrare un ragazzo giapponese che viveva a Tokyo che non aveva mai visto il cielo stellato non essendosi mai spostato dalla megalopoli nipponica.

Quando ha alzato gli occhi in una serata nelle campagne dei Castelli della Loira non poteva credere di non aver mai visto uno spettacolo del genere dal vivo.

Ogni tanto, quando siamo fuori città, ricordiamoci di alzare il naso dallo smartphone per godere di questo spettacolo gratuito.

In cielo c’è una stella per ognuno di noi, sufficientemente lontana perché i nostri dolori non possano mai offuscarla. (Christian Bobin)

La follia umana non impedisce la rotazione delle stelle. (Anonimo)

Se le stelle, anziché brillare continuamente sopra le nostre teste, fossero visibili solo da un particolare luogo del pianeta, tutti vorrebbero andarci per assistere allo spettacolo. (Margherita Hack)

Quando sento il bisogno di religione, esco di notte a dipingere le stelle.
(Vincent Van Gogh)

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. (Dante)